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8 ottobre 2009
Il Palazzo della Consulta
Papa Clemente XII fu un Papa molto attivo dal punto di vista dell'edilizia dell'Urbe: durante il suo Pontificato, grazie anche alle entrate dovute al Gioco del Lotto, fu iniziata la Fontana di Trevi, fu edificata la nuova facciata della Basilica di San Giovanni in Laterano efu eretto il Palazzo della Consulta. Quest'ultimo fu edificato tra il 1732 ed il 1737 su progetto di Ferdinando Fuga, architetto molto attivo nella Roma del suo tempo, al fine di ospitare il Tribunale della Consulta, la Corte che si occupava dei problemi di materia non religiosa. Oggi ospita la Corte Costituzionale.
18 settembre 2009
Ciao Ragazzi
16 settembre 2009
Raffinatezza
7 settembre 2009
Deliri toponomastici
Leggo con un certo stupore che per celebrare i 150 Anni dell'Unità d'Italia, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il Ministro dei Beni Culturali hanno proposto di cambiare il nome di Piazza Venezia, a Roma, in Piazza dell'Unità. Mi rendo conto che le persone in questione non siano di Roma, ma credo che sia doveroso che qualcuno spieghi loro che a Roma una piazza con quel nome già esiste, si trova nel Rione Prati ed è sede di un mercato.
A scanso di ogni equivoco, cito la voce dedicata alla Piazza sul libro "La grande Guida alle Strade di Roma", di Claudio Rendina e Donatella Paradisi:
Unità (piazza dell') Da Via dei Gracchi a Via Cola di Rienzo, Rione XXII, Prati. Ricorda la proclamazione del Regno solennemente decretata a Torino il 17 Marzo 1861 sotto la sovranità di Vittorio Emanuele II di Savoia.
29 luglio 2009
Estate Romana, Ara Pacis
28 luglio 2009
Alessia Filippi: grandissimo Oro nei 1500 stile libero!
2 luglio 2009
Scoperta a Roma un'antica Icona di San Paolo
27 giugno 2009
Intervista a Veltroni su Repubblica
L'ex segretario tra congresso e caduta di Prodi. "Che amarezza per i sospetti di Romano" Sul suo addio: "Big gelosi del Circo Massimo pieno per me"
Veltroni: "Non tifo per nessuno ma no all'armata Brancaleone"
di CURZIO MALTESE
ROMA
- Lo fermano quando torna dal mercato, senza scorta, con le borse della
spesa e gli chiedono: "Quando torni Walter?": Sono passati cinque mesi
e una stagione politica intera dalle dimissioni di Veltroni. Cinque
mesi di silenzio. Questa è la prima intervista dell'ex segretario del
Pd. Alla vigilia dell'anniversario del Lingotto, dov'era cominciato
tutto.
La prima ovvia domanda è: con chi starà nella lotta per la successione fra Bersani e Franceschini?
"Io dirò le mie idee con assoluta nettezza. Ma, come ho detto al
segretario del partito, al quale mi lega un rapporto di solidarietà e
stima, ho deciso di non parteciperò alla fase interna del congresso.
Per me vale quello che ha detto Prodi: game over".
Eravamo già pronti all'ennesimo duello Veltroni-D'Alema.
"Sono stufo io per primo di questo gioco. Tanto più quando dovesse
grottescamente manifestarsi per interposta persona. Si confrontano
dirigenti validi, sperimentati. Non hanno bisogno di king maker.
Tirarmi fuori anche unilateralmente da questo schema è per me un altro
atto d'amore per il Pd".
Secondo lei riprenderà il gioco al massacro?
"Il Pd è il futuro dell'Italia, ma a una condizione: che sia davvero il
grande partito riformista che questo sfortunato Paese non ha mai avuto.
Da più di dieci anni in questo campo politico sono stati divorati
leader di livello. Ad uno a uno sono stati eliminati come i dieci
piccoli indiani. Questo trasmette l'idea di una forza inaffidabile".
Non
tutti hanno capito le sue dimissioni. Tanto più dopo le europee. Il Pd
ha quasi festeggiato il 26,1%, un anno dopo aver salutato come una
catastrofe il 33,2. Qual era il problema?
"Il problema ero io. Per questo mi sono tolto di mezzo. La mia stessa
presenza avrebbe pregiudicato il progetto cui ho dedicato la vita
politica. In settori del partito era diventato più importante fare
l'opposizione al segretario che a Berlusconi. Ho fatto un gesto raro in
Italia, dimissioni vere. Senza rancore, anzi per amore. Spero soltanto
che ora non riprenda il gioco al massacro".
Quando ha capito di essere diventato un problema per i big del Pd?
"Paradossalmente, nel giorno più bello, il giorno del Circo Massimo.
Ero commosso. Avevo davanti una marea di persone con un'unica bandiera.
La prima volta di un'opposizione riformista in piazza. I sondaggi ci
avevano riportati al 30%. Ma con la coda dell'occhio vedevo alle mie
spalle il palco dei dirigenti, alcuni non avevano la faccia della
festa, ma l'espressione di chi ha appena perso un congiunto. Era un
successo di tutti, ma lo vedevano come un successo mio e avrebbero
preferito un fallimento. Quel giorno ho capito che sarebbe stato un
calvario per il Pd".
E il calvario è arrivato. Che cosa l'ha amareggiata di più?
"Dopo quella manifestazione ci sono stati in tv i foglietti con i
suggerimenti agli esponenti del Polo, le candidature a segretario senza
ancora il congresso, la totale assenza di solidarietà sulla sconfitta
in Abruzzo. Avevano arrestato mezza giunta e farne carico ai nuovi
dirigenti del Pd è stata un'ingiustizia".
Cosa pensa di Prodi che in tv ha detto che lei aveva fatto cadere il suo governo?
"Mi addolora non che Romano l'abbia detto in tv, ma che lo pensi. A
parte la stima, l'affetto, ma perché avrei dovuto farlo? Avrei avuto
tutto da guadagnare con un anno in più. Il fatto è che quella
maggioranza non si reggeva. C'erano stati i ministri in piazza contro
il proprio governo, a ogni votazione al Senato eravamo nelle mani di un
Rossi o un Turigliatto. E dove sono oggi Dini e Mastella? Col
centrodestra. In tutto questo, la battuta di Prodi m'è parsa almeno
ingenerosa. Ma lasciamo perdere il passato, torniamo al presente".
Il
presente ripropone il passato. A cominciare dalle alleanze. Visto che
il Pd è sceso al 26% e Di Pietro dà qualche problema, l'ala dalemiana
pensa di ripartire dai cocci dell'Unione. Non è realpolitik?
"Ma davvero c'è chi pensa di ripresentarsi con un'armata Brancaleone da
Cuffaro a Ferrero? Si vede che la storia non insegna nulla. Ma non
voglio partire da qui. Piuttosto dalla fine di Berlusconi".
Berlusconi è alla fine, secondo lei?
"Vicino alla fine, sì. Non da ora, non per gli scandali. Ha fallito.
Governa da nove anni, con in mezzo i venti mesi di Prodi, e il Paese
sta molto peggio che nel 2001. Gli indicatori economici sono i più
critici dell'Occidente. Nella crisi, ha dimostrato per intero la
propria inadeguatezza. Per questo io penso che finirà presto, non per
Noemi o le altre. Il Paese vive male ed è pure stufo di sentirsi dire
che non è vero. E' disorientato, confuso. Per fortuna che al Quirinale
c'è un uomo come Napolitano".
E una volta caduto Berlusconi?
"Gli italiani volgeranno lo sguardo dall'altra parte. In cerca di
novità, non di armate Brancaleone. Dopo Berlusconi non ci sarà bisogno
soltanto di un nuovo governo, ma di un grande ciclo riformista.
L'Italia ne ha conosciuti solo due: il centrosinistra dal '63 e il
primo governo Prodi. Ho sempre pensato che se quel governo avesse
potuto finire il mandato, la storia del nostro Paese sarebbe cambiata
nel profondo. E ho sempre pensato che il Pd non fosse altro che l'Ulivo
diventato partito. L'Ulivo, un'alleanza di riformisti, con una visione
chiara del Paese, alternativa a quella della destra. Non l'Unione,
ch'era soltanto un cartello elettorale".
Sarebbe vero se il 33% del suo Pd fosse stato un punto di partenza. Ma pare che si trattasse di un exploit irripetibile.
"Ma come, già ci rassegniamo? Il Pd doveva nascere dieci anni prima, ma
l'hanno impedito perché era un'idea troppo "americana", poco in linea
con la tradizione socialista europea. Ora che il socialismo europeo è
ridotto com'è ridotto, gli stessi profeti di allora annunciano che
bisogna buttare a mare l'idea stessa di una grande forza riformista del
33-35 per cento, che avevamo realizzato in un solo anno di lavoro, pere
tornare all'armata Brancaleone, ai vertici con dodici leader. Significa
uccidere il progetto Pd. Io rimango dell'idea che un vero Pd può essere
fra il 35 il 40% e che solo così si potrà aprire in Italia un ciclo
riformista. Ma per far questo bisogna parlare meno di sé stessi e degli
stati maggiori degli altri partiti e bisogna entrare nelle case degli
italiani, avere l'umiltà di usare la lingua della loro vita e dei loto
problemi".
Che cosa dovrà fare il prossimo segretario del Pd?
"Dire cose nuove sui problemi sui quali sta franando il consenso della
sinistra in Europa, a cominciare dalla sicurezza e dal nuovo welfare.
Dico subito che la posizione di Penati o Chiamparino sul primo tema o
quella di Ichino sul secondo mi paiono forti e convincenti. Impegnarsi
ad affrontare emergenze nazionali, l'evasione fiscale e la corruzione,
che non sono battaglie né di destra né di sinistra, ma di
sopravvivenza".
Per la propria sopravvivenza, che cosa dovrà fare?
"Far avanzare una nuova generazione. Ci sono tante risorse splendide,
tanti nomi nuovi di dirigenti e amministratori, qualcuno già molto
popolare. Creare un gruppo compatto, entusiasta. Blindarsi così dai
segatori di rami, che nel centrosinistra rimane l'occupazione più
diffusa".
(27 giugno 2009)
23 giugno 2009
Se questo è un giornalista

E' noto che in Italia la stampa ed i giornali, per tanti motivi che non credo sia necessario star qui a spiegare, non sempre possono essere liberi di fare il loro lavoro, ed ancora meno volte hanno gli attributi per lavorare come dovrebbero. Quante volte abbiamo visto notizie importanti declassate o distorte (guarda caso sempre con l'attuale Premier di mezzo...), ma mai si era visto nulla come quello che il nuovo direttore del TG1, Augusto Minzolini, ha fatto nel giorno dell'ultimo scandalo legato al nostro Presidente del Consiglio. Ebbene sì, cari miei, per quanto credo tutti lo sappiate già lo ripeto ugualmente: il signor Minzolini non ha riportato la notizia riguardante le dichiarazioni di Patrizia D'Addario nelle quali la ragazza sosteneva che Silvio Berlusconi fruisse di "ragazze a pagamento". Dopo una simile omissione, ovviamente, non potevano mancare le giuste proteste di chi non ha potuto accettare che il principale telegiornale Italiano (trallaltro pubblico...) non passasse una simile notizia, ed allora il Direttore Minzolini (o forse dovremmo chiamarlo "Menzognini"...) si è affrettato ad andare in televisione a difendere la sua scelta dicendo che la vicenda in questione è semplicemente "una storia piena di allusioni non c'è ancora una notizia". No comment. Fa quanto meno mettere le mani nei capelli il fatto che un iscritto all'ordine dei giornalisti non sappia che una vicenda in cui ci sono testimoni e prove E' UNA NOTIZIA. Fa ulteriormente riflettere il fatto che tutto ciò venga detto da chi del retroscena e del pettegolezzo politico ha fatto il pane per i propri denti, tanto da arrivare a dire nel lontano 1994 che "il politico non ha un privato" (qui trovate il pezzo completo: http://junkiepop.tumblr.com/post/128613994/le-smentite-a-ripetizione-rivelano-solo-che). Che dire, ogni giorno che passa il giornalismo nostrano sta calando i calzoni di fronte al Biscione.
13 giugno 2009
Elezioni Europee 2009: Germania
 | CDU |
EVP-ED |
8.069.983 |
30,7 |
34 |
9.412.997 |
36,5 |
40 |
-1.343.014 |
-5,9 |
-6 |
| SPD |
SPE |
5.471.703 |
20,8 |
23 |
5.547.971 |
21,5 |
23 |
-76.268 |
-0,7 |
±0 |
| GRÜNE |
Grüne-EFA |
3.193.821 |
12,1 |
14 |
3.079.728 |
11,9 |
13 |
+118.093 |
+0,2 |
+1 |
| FDP |
ALDE |
2.887.331 |
11,0 |
12 |
1.565.431 |
6,1 |
7 |
+1.321.900 |
+4,9 |
+5 |
| DIE LINKE |
GUE-NGL |
1.968.325 |
7,5 |
8 |
1.579.109 |
6,1 |
7 |
+389.216 |
+1,4 |
+1 |
| CSU |
EVP-ED |
1.896.777 |
7,2 |
8 |
2.063.900 |
8,0 |
9 |
-167.123 |
-0,8 |
-1 |
| FW FREIE WÄHLER |
|
441.726 |
1,7 |
|
— |
— |
|
+441.726 |
+1,7 |
|
| REP |
|
347.897 |
1,3 |
|
485.662 |
1,9 |
|
-137.765 |
-0,6 |
|
| Die Tierschutzpartei |
|
289.572 |
1,1 |
|
331.388 |
1,3 |
|
-41.816 |
-0,2 |
|
| FAMILIE |
|
252.149 |
1,0 |
|
268.468 |
1,0 |
|
-16.319 |
±0 |
|
| PIRATEN |
|
229.117 |
0,9 |
|
— |
— |
|
+229.117 |
+0,9 |
|
| RENTNER |
|
212.113 |
0,8 |
|
— |
— |
|
+212.113 |
+0,8 |
|
| ödp |
|
134.853 |
0,5 |
|
145.537 |
0,6 |
|
-10.684 |
-0,1 |
|
| DVU |
|
111.631 |
0,4 |
|
— |
— |
|
+111.631 |
+0,4 |
|
| RRP |
|
102.319 |
0,4 |
|
— |
— |
|
+102.319 |
+0,4 |
|
| DIE FRAUEN |
|
86.754 |
0,3 |
|
145.312 |
0,6 |
|
-58.558 |
-0,3 |
|
| PBC |
|
80.789 |
0,3 |
|
98.651 |
0,4 |
|
-17.862 |
-0,1 |
|
| Volksabstimmung |
|
69.669 |
0,3 |
|
135.015 |
0,5 |
|
-65.346 |
-0,2 |
|
| 50Plus |
|
68.579 |
0,3 |
|
— |
— |
|
+68.579 |
+0,3 |
|
| DIE GRAUEN |
|
57.817 |
0,2 |
|
— |
— |
|
+57.817 |
+0,2 |
|
| BP |
|
55.846 |
0,2 |
|
35.152 |
0,1 |
|
+20.694 |
+0,1 |
|
| DIE VIOLETTEN |
|
46.307 |
0,2 |
|
— |
— |
|
+46.307 |
+0,2 |
|
| VOLKSENTSCHEIDE |
|
40.250 |
0,2 |
|
— |
— |
|
+40.250 |
+0,2 |
|
| CM |
|
39.886 |
0,2 |
|
46.037 |
0,2 |
|
-6.151 |
±0 |
|
| AUF |
|
37.834 |
0,1 |
|
— |
— |
|
+37.834 |
+0,1 |
|
| AUFBRUCH |
|
31.085 |
0,1 |
|
43.128 |
0,2 |
|
-12.043 |
-0,1 |
|
| FBI |
|
30.913 |
0,1 |
|
— |
— |
|
+30.913 |
+0,1 |
|
| DKP |
|
25.587 |
0,1 |
|
37.160 |
0,1 |
|
-11.573 |
±0 |
|
| Newropeans |
|
15.060 |
0,1 |
|
— |
— |
|
+15.060 |
+0,1 |
|
| EDE |
|
11.859 |
0,0 |
|
— |
— |
|
+11.859 |
±0 |
|
| BüSo |
|
10.926 |
0,0 |
|
21.983 |
0,1 |
|
-11.057 |
-0,1 |
|
| PSG |
|
9.673 |
0,0 |
|
25.795 |
0,1 |
|
-16.122 |
-0,1 |
|
| Übrige |
|
— |
— |
|
715.254 |
2,8 |
|
-715.254 |
-2,8 |
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Al contrario rispetto a molte altre zone d'Europa, in Germania non si ha una grande avanzata delle forze Euroscettiche e Xenofobe. Come in molti altri paesi, però, crollano le forze Socialdemocratiche tradizionali (l'SPD è ridotto ad un misero 20%) e salgono alcune forze più moderne, come i Liberali (che arrivano al 10%) e i Verdi (12%). La CDU/CSU flette ma rimane ampiamente in testa, e questo potrebbe incoraggiare la Merkel a cambiare le alleanze dopo le Elezioni Politiche del prossimo Autunno.
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