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stefanomentana [ Discutiamone insieme... ]
 


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Molti son li animali a cui s'ammoglia
e più saranno ancora, infin che'l veltro
verrà, che la farà morir con doglia.
Questi non ciberà terra né peltro,
ma sapïenza, amore e virtute,
e sua nazion sarà tra feltro e feltro.
Di quella umile Italia fia salute
per cui morì la vergine Cammilla,
Eurialo e Turno e Niso di ferute.
Questi la caccerà per ogne villa
fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno
là ove 'nvidia prima dipartilla.
(Inf. I, 101-111)





8 ottobre 2009


Il Palazzo della Consulta




Palazzo della Consulta

Papa Clemente XII fu un Papa molto attivo dal punto di vista dell'edilizia dell'Urbe: durante il suo Pontificato, grazie anche alle entrate dovute al Gioco del Lotto, fu iniziata la Fontana di Trevi, fu edificata la nuova facciata della Basilica di San Giovanni in Laterano efu eretto il Palazzo della Consulta. Quest'ultimo fu edificato tra il 1732 ed il 1737 su progetto di Ferdinando Fuga, architetto molto attivo nella Roma del suo tempo, al fine di ospitare il Tribunale della Consulta, la Corte che si occupava dei problemi di materia non religiosa. Oggi ospita la Corte Costituzionale.


18 settembre 2009


Ciao Ragazzi


16 settembre 2009


Raffinatezza








Che ci fanno delle foto di un Motoscafo della Lancia sul blog di uno di cui nè di motoscafi nè di motori gli importi particolarmente? Voi direte per la bella modella che si è prestata a pubblicizzare il prodotto. Anche, sicuramente. Ma non solo: trovo infatti questa pubblicità estremamente raffinata, cosa che non succede spesso. Mi auguro per la Lancia e per chi vorrà acquistare il motoscafo che anche il prodotto sia degno di menzione, ma questo non spetta a me dirlo.





7 settembre 2009


Deliri toponomastici

unita 280


Leggo con un certo stupore che per celebrare i 150 Anni dell'Unità d'Italia, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il Ministro dei Beni Culturali hanno proposto di cambiare il nome di Piazza Venezia, a Roma, in Piazza dell'Unità. Mi rendo conto che le persone in questione non siano di Roma, ma credo che sia doveroso che qualcuno spieghi loro che a Roma una piazza con quel nome già esiste, si trova nel Rione Prati ed è sede di un mercato.

A scanso di ogni equivoco, cito la voce dedicata alla Piazza sul libro "La grande Guida alle Strade di Roma", di Claudio Rendina e Donatella Paradisi:

Unità (piazza dell') Da Via dei Gracchi a Via Cola di Rienzo, Rione XXII, Prati. Ricorda la proclamazione del Regno solennemente decretata a Torino il 17 Marzo 1861 sotto la sovranità di Vittorio Emanuele II di Savoia.



29 luglio 2009


Estate Romana, Ara Pacis



28 luglio 2009


Alessia Filippi: grandissimo Oro nei 1500 stile libero!

Alessia Filippi


2 luglio 2009


Scoperta a Roma un'antica Icona di San Paolo



Dal sito di Repubblica:

La più antica icona dell'apostolo Paolo è stata ritrovata nella catacombe di Santa Tecla in via Ostiense a Roma. L'importanza della scoperta non va sottovalutata: anche se 'altre immagini di San Paolo erano note nelle catacombe e nei sarcofagi romani, il busto appena scoperto meraviglia per la sua espressione suggestiva e ha lasciato senza fiato i restauratori che lo hanno rinvenuto.


27 giugno 2009


Intervista a Veltroni su Repubblica

L'ex segretario tra congresso e caduta di Prodi. "Che amarezza per i sospetti di Romano"
Sul suo addio: "Big gelosi del Circo Massimo pieno per me"

Veltroni: "Non tifo per nessuno
ma no all'armata Brancaleone"

di CURZIO MALTESE


Veltroni: "Non tifo per nessuno ma no all'armata Brancaleone"

Walter Veltroni


ROMA - Lo fermano quando torna dal mercato, senza scorta, con le borse della spesa e gli chiedono: "Quando torni Walter?": Sono passati cinque mesi e una stagione politica intera dalle dimissioni di Veltroni. Cinque mesi di silenzio. Questa è la prima intervista dell'ex segretario del Pd. Alla vigilia dell'anniversario del Lingotto, dov'era cominciato tutto.

La prima ovvia domanda è: con chi starà nella lotta per la successione fra Bersani e Franceschini?
"Io dirò le mie idee con assoluta nettezza. Ma, come ho detto al segretario del partito, al quale mi lega un rapporto di solidarietà e stima, ho deciso di non parteciperò alla fase interna del congresso. Per me vale quello che ha detto Prodi: game over".

Eravamo già pronti all'ennesimo duello Veltroni-D'Alema.
"Sono stufo io per primo di questo gioco. Tanto più quando dovesse grottescamente manifestarsi per interposta persona. Si confrontano dirigenti validi, sperimentati. Non hanno bisogno di king maker. Tirarmi fuori anche unilateralmente da questo schema è per me un altro atto d'amore per il Pd".

Secondo lei riprenderà il gioco al massacro?
"Il Pd è il futuro dell'Italia, ma a una condizione: che sia davvero il grande partito riformista che questo sfortunato Paese non ha mai avuto. Da più di dieci anni in questo campo politico sono stati divorati leader di livello. Ad uno a uno sono stati eliminati come i dieci piccoli indiani. Questo trasmette l'idea di una forza inaffidabile".

Non tutti hanno capito le sue dimissioni. Tanto più dopo le europee. Il Pd ha quasi festeggiato il 26,1%, un anno dopo aver salutato come una catastrofe il 33,2. Qual era il problema?
"Il problema ero io. Per questo mi sono tolto di mezzo. La mia stessa presenza avrebbe pregiudicato il progetto cui ho dedicato la vita politica. In settori del partito era diventato più importante fare l'opposizione al segretario che a Berlusconi. Ho fatto un gesto raro in Italia, dimissioni vere. Senza rancore, anzi per amore. Spero soltanto che ora non riprenda il gioco al massacro".

Quando ha capito di essere diventato un problema per i big del Pd?
"Paradossalmente, nel giorno più bello, il giorno del Circo Massimo. Ero commosso. Avevo davanti una marea di persone con un'unica bandiera. La prima volta di un'opposizione riformista in piazza. I sondaggi ci avevano riportati al 30%. Ma con la coda dell'occhio vedevo alle mie spalle il palco dei dirigenti, alcuni non avevano la faccia della festa, ma l'espressione di chi ha appena perso un congiunto. Era un successo di tutti, ma lo vedevano come un successo mio e avrebbero preferito un fallimento. Quel giorno ho capito che sarebbe stato un calvario per il Pd".

E il calvario è arrivato. Che cosa l'ha amareggiata di più?
"Dopo quella manifestazione ci sono stati in tv i foglietti con i suggerimenti agli esponenti del Polo, le candidature a segretario senza ancora il congresso, la totale assenza di solidarietà sulla sconfitta in Abruzzo. Avevano arrestato mezza giunta e farne carico ai nuovi dirigenti del Pd è stata un'ingiustizia".

Cosa pensa di Prodi che in tv ha detto che lei aveva fatto cadere il suo governo?
"Mi addolora non che Romano l'abbia detto in tv, ma che lo pensi. A parte la stima, l'affetto, ma perché avrei dovuto farlo? Avrei avuto tutto da guadagnare con un anno in più. Il fatto è che quella maggioranza non si reggeva. C'erano stati i ministri in piazza contro il proprio governo, a ogni votazione al Senato eravamo nelle mani di un Rossi o un Turigliatto. E dove sono oggi Dini e Mastella? Col centrodestra. In tutto questo, la battuta di Prodi m'è parsa almeno ingenerosa. Ma lasciamo perdere il passato, torniamo al presente".

Il presente ripropone il passato. A cominciare dalle alleanze. Visto che il Pd è sceso al 26% e Di Pietro dà qualche problema, l'ala dalemiana pensa di ripartire dai cocci dell'Unione. Non è realpolitik?
"Ma davvero c'è chi pensa di ripresentarsi con un'armata Brancaleone da Cuffaro a Ferrero? Si vede che la storia non insegna nulla. Ma non voglio partire da qui. Piuttosto dalla fine di Berlusconi".

Berlusconi è alla fine, secondo lei?
"Vicino alla fine, sì. Non da ora, non per gli scandali. Ha fallito. Governa da nove anni, con in mezzo i venti mesi di Prodi, e il Paese sta molto peggio che nel 2001. Gli indicatori economici sono i più critici dell'Occidente. Nella crisi, ha dimostrato per intero la propria inadeguatezza. Per questo io penso che finirà presto, non per Noemi o le altre. Il Paese vive male ed è pure stufo di sentirsi dire che non è vero. E' disorientato, confuso. Per fortuna che al Quirinale c'è un uomo come Napolitano".

E una volta caduto Berlusconi?
"Gli italiani volgeranno lo sguardo dall'altra parte. In cerca di novità, non di armate Brancaleone. Dopo Berlusconi non ci sarà bisogno soltanto di un nuovo governo, ma di un grande ciclo riformista. L'Italia ne ha conosciuti solo due: il centrosinistra dal '63 e il primo governo Prodi. Ho sempre pensato che se quel governo avesse potuto finire il mandato, la storia del nostro Paese sarebbe cambiata nel profondo. E ho sempre pensato che il Pd non fosse altro che l'Ulivo diventato partito. L'Ulivo, un'alleanza di riformisti, con una visione chiara del Paese, alternativa a quella della destra. Non l'Unione, ch'era soltanto un cartello elettorale".

Sarebbe vero se il 33% del suo Pd fosse stato un punto di partenza. Ma pare che si trattasse di un exploit irripetibile.
"Ma come, già ci rassegniamo? Il Pd doveva nascere dieci anni prima, ma l'hanno impedito perché era un'idea troppo "americana", poco in linea con la tradizione socialista europea. Ora che il socialismo europeo è ridotto com'è ridotto, gli stessi profeti di allora annunciano che bisogna buttare a mare l'idea stessa di una grande forza riformista del 33-35 per cento, che avevamo realizzato in un solo anno di lavoro, pere tornare all'armata Brancaleone, ai vertici con dodici leader. Significa uccidere il progetto Pd. Io rimango dell'idea che un vero Pd può essere fra il 35 il 40% e che solo così si potrà aprire in Italia un ciclo riformista. Ma per far questo bisogna parlare meno di sé stessi e degli stati maggiori degli altri partiti e bisogna entrare nelle case degli italiani, avere l'umiltà di usare la lingua della loro vita e dei loto problemi".

Che cosa dovrà fare il prossimo segretario del Pd?
"Dire cose nuove sui problemi sui quali sta franando il consenso della sinistra in Europa, a cominciare dalla sicurezza e dal nuovo welfare. Dico subito che la posizione di Penati o Chiamparino sul primo tema o quella di Ichino sul secondo mi paiono forti e convincenti. Impegnarsi ad affrontare emergenze nazionali, l'evasione fiscale e la corruzione, che non sono battaglie né di destra né di sinistra, ma di sopravvivenza".

Per la propria sopravvivenza, che cosa dovrà fare?
"Far avanzare una nuova generazione. Ci sono tante risorse splendide, tanti nomi nuovi di dirigenti e amministratori, qualcuno già molto popolare. Creare un gruppo compatto, entusiasta. Blindarsi così dai segatori di rami, che nel centrosinistra rimane l'occupazione più diffusa".

(27 giugno 2009)


23 giugno 2009


Se questo è un giornalista

http://www.cinetivu.com/wp-content/uploads/2009/05/minzolini-2.jpg


E' noto che in Italia la stampa ed i giornali, per tanti motivi che non credo sia necessario star qui a spiegare, non sempre possono essere liberi di fare il loro lavoro, ed ancora meno volte hanno gli attributi per lavorare come dovrebbero. Quante volte abbiamo visto notizie importanti declassate o distorte (guarda caso sempre con l'attuale Premier di mezzo...), ma mai si era visto nulla come quello che il nuovo direttore del TG1, Augusto Minzolini, ha fatto nel giorno dell'ultimo scandalo legato al nostro Presidente del Consiglio. Ebbene sì, cari miei, per quanto credo tutti lo sappiate già lo ripeto ugualmente: il signor Minzolini non ha riportato la notizia riguardante le dichiarazioni di Patrizia D'Addario nelle quali la ragazza sosteneva che Silvio Berlusconi fruisse di "ragazze a pagamento". Dopo una simile omissione, ovviamente, non potevano mancare le giuste proteste di chi non ha potuto accettare che il principale telegiornale Italiano (trallaltro pubblico...) non passasse una simile notizia, ed allora il Direttore Minzolini (o forse dovremmo chiamarlo "Menzognini"...) si è affrettato ad andare in televisione a difendere la sua scelta dicendo che la vicenda in questione è semplicemente "una storia piena di allusioni non c'è ancora una notizia". No comment. Fa quanto meno mettere le mani nei capelli il fatto che un iscritto all'ordine dei giornalisti non sappia che una vicenda in cui ci sono testimoni e prove E' UNA NOTIZIA. Fa ulteriormente riflettere il fatto che tutto ciò venga detto da chi del retroscena e del pettegolezzo politico ha fatto il pane per i propri denti, tanto da arrivare a dire nel lontano 1994 che "il politico non ha un privato" (qui trovate il pezzo completo: http://junkiepop.tumblr.com/post/128613994/le-smentite-a-ripetizione-rivelano-solo-che). Che dire, ogni giorno che passa il giornalismo nostrano sta calando i calzoni di fronte al Biscione.


13 giugno 2009


Elezioni Europee 2009: Germania

Flagge Deutschlands

CDU EVP-ED 8.069.983 30,7 34 9.412.997 36,5 40 -1.343.014 -5,9 -6
SPD SPE 5.471.703 20,8 23 5.547.971 21,5 23 -76.268 -0,7 ±0
GRÜNE Grüne-EFA 3.193.821 12,1 14 3.079.728 11,9 13 +118.093 +0,2 +1
FDP ALDE 2.887.331 11,0 12 1.565.431 6,1 7 +1.321.900 +4,9 +5
DIE LINKE GUE-NGL 1.968.325 7,5 8 1.579.109 6,1 7 +389.216 +1,4 +1
CSU EVP-ED 1.896.777 7,2 8 2.063.900 8,0 9 -167.123 -0,8 -1
FW FREIE WÄHLER
441.726 1,7

+441.726 +1,7
REP
347.897 1,3
485.662 1,9
-137.765 -0,6
Die Tierschutzpartei
289.572 1,1
331.388 1,3
-41.816 -0,2
FAMILIE
252.149 1,0
268.468 1,0
-16.319 ±0
PIRATEN
229.117 0,9

+229.117 +0,9
RENTNER
212.113 0,8

+212.113 +0,8
ödp
134.853 0,5
145.537 0,6
-10.684 -0,1
DVU
111.631 0,4

+111.631 +0,4
RRP
102.319 0,4

+102.319 +0,4
DIE FRAUEN
86.754 0,3
145.312 0,6
-58.558 -0,3
PBC
80.789 0,3
98.651 0,4
-17.862 -0,1
Volksabstimmung
69.669 0,3
135.015 0,5
-65.346 -0,2
50Plus
68.579 0,3

+68.579 +0,3
DIE GRAUEN
57.817 0,2

+57.817 +0,2
BP
55.846 0,2
35.152 0,1
+20.694 +0,1
DIE VIOLETTEN
46.307 0,2

+46.307 +0,2
VOLKSENTSCHEIDE
40.250 0,2

+40.250 +0,2
CM
39.886 0,2
46.037 0,2
-6.151 ±0
AUF
37.834 0,1

+37.834 +0,1
AUFBRUCH
31.085 0,1
43.128 0,2
-12.043 -0,1
FBI
30.913 0,1

+30.913 +0,1
DKP
25.587 0,1
37.160 0,1
-11.573 ±0
Newropeans
15.060 0,1

+15.060 +0,1
EDE
11.859 0,0

+11.859 ±0
BüSo
10.926 0,0
21.983 0,1
-11.057 -0,1
PSG
9.673 0,0
25.795 0,1
-16.122 -0,1
Übrige

715.254 2,8
-715.254 -2,8


Al contrario rispetto a molte altre zone d'Europa, in Germania non si ha una grande avanzata delle forze Euroscettiche e Xenofobe. Come in molti altri paesi, però, crollano le forze Socialdemocratiche tradizionali (l'SPD è ridotto ad un misero 20%) e salgono alcune forze più moderne, come i Liberali (che arrivano al 10%) e i Verdi (12%). La CDU/CSU flette ma rimane ampiamente in testa, e questo potrebbe incoraggiare la Merkel a cambiare le alleanze dopo le Elezioni Politiche del prossimo Autunno.

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